Ci troviamo sulla suggestiva spiaggia Olivi di Riva del Garda, il suono ovattato del tappo di sughero annuncia il termine di cinque lunghi anni d’attesa: finalmente è possibile degustare in un calice il territorio del Garda Trentino, dall’alto dei suoi terrazzamenti accarezzati da brezze alpine, fino alle silenziose profondità dei suoi laghi. Ogni sfumatura è racchiusa in un’unica bottiglia: Brezza Riva Silente, uno spumante di pregio, 100% Chardonnay che, nato nell’Alto Tennese, riposa a - 40 metri nelle acque del Lago di Garda sotto la sapiente guardia del Cristo Silente, capolavoro del maestro Germano Alberti, rappresentato anche sull’elegante etichetta.
Quello che ha portato alla nascita del nuovo Trentodoc della Cantina di Agraria Riva è stato un processo creativo iniziato nel 2019, quando il direttore generale della cooperativa agricola Massimo Fia, insieme al presidente Giorgio Planchenstainer e all’enologo Furio Battelini, decide di far affinare in modo innovativo ed inedito questa Riserva di Trentodoc, sul fondo del lago di Garda. Questa scommessa si è rivelata vincente: se l’idea iniziale era quella di tenerlo in immersione al massimo un paio d’anni, assaggio dopo assaggio i riscontri positivi hanno spinto a proseguire ed arrivare così a cinque anni. Così, da allora, ogni anno si aggiungono mille bottiglie e un centinaio di magnum.
Un vigneto storico situato a 450m di altitudine, sottoposto al tepore del giorno alternato al fresco della notte, un suolo calcareo e le brezze benefiche del lago creano le condizioni ideali per un vino elegante e vibrante; mentre nei fondali, dove la temperatura non supera i 12°, la maturazione si svolge più lentamente, preservando tutta la freschezza e vivacità del vino, ed esaltando così le sue note di mela e pera. Dopo cinque anni, un gruppo di esperti sommozzatori si è immerso, sotto lo sguardo del Cristo Silente, per riportare in superficie questo capolavoro ormai tutt’uno con il lago: le bottiglie ricoperte di sabbia sottile, conchiglie, e piante acquatiche sono state trasportate a riva e, così, consegnate nelle mani dei suoi ideatori, esperti del settore, sommelier ed appassionati che, finalmente, hanno potuto stappare ed assaporare il frutto di tanto tempo ed impegno.
Una volta sulla spiaggia, il primo sorso ha ripagato l’attesa: proprio grazie all’affinamento subacqueo, lo spumante sviluppa una trama elegante e una personalità inconfondibile, modellata dalle condizioni uniche offerte dall’abbraccio del lago e dal suo respiro profondo. Il perlage, poi, è fine e persistente, i profumi evoluti e raffinati, e l’intensità di ogni vellutato sorso, un intreccio di freschezza e spiccata sapidità, invita ad assaporare questo Trentodoc dalla spuma più intensa e vitale rispetto a quelli affinati in cantina.